Il Secolo XIX

“Tampalini, una chitarra strabiliante. Due perni della musicalità del chitarrista sono subito emersi con indiscutibile evidenza: la predilezione e una affinità con la letteratura del XX secolo, una strabiliante sicurezza e puntigliosità tecnica. Quest’ultima si è palesata con autorevolezza ad ogni occasione, dalla duttilità dei timbri, alla varietà di intonazioni espressive, spesso esaltate da una mutevolezza tanto repentina quanto ineccepibile nella definizione di peculiarità a tutto tondo. Si passava così da intimissime delicatezze, con sonorità appena sfiorate – quelle voci dell’ineffabile proprie delle strumento a sei corde – a brusche strappate, dalle magiche ampolle acustiche degli armonici ed articolazioni spigolose, fino a un utilizzo percussivo della cassa di risonanza. L’impressionismo iberico di Turina, le sperimentazioni sofisticate in chiave dodecafonica dello svizzero Martin, gli affreschi inquieti di Castelnuovo-Tedesco, le architetture intricate di Ginastera, il tardo-romanticismo rivisto secondo nuovi linguaggi di Ghedini e infine gli aforismi dell’inglese Walton scorrevano sotto le sue mani con una familiarità e un dominio davvero eccellenti e ammirevoli nella loro eccezionalità.”