“Finalmente ho perso tutto”

FINALMENTE COVER DAVANTI 2 OK

GIULIO TAMPALINI con MARCELLO TELLINI

Infinito Edizioni

4484409   

LIBRO NOVITA’

giulio e march


Prefazione di Angelo Gilardino
Introduzione di Filippo Michelangeli
Postfazione di Omar Pedrini

 

Giulio Tampalini è oggi uno dei più grandi, conosciuti e carismatici chitarristi classici europei. Vincitore del Premio delle Arti e della Cultura (2014), oltre 25 dischi solistici all’attivo, un sorriso magnetico, una tecnica unica, una cattedra al conservatorio e l’onore di aver suonato per il Papa in Vaticano. I concerti di Tampalini sono sempre tutti esauriti, la sua musica affascina e fa sognare. Ma dietro alla chitarra, in pochi conoscono l’uomo. Questo libro ne traccia con leggerezza il percorso di vita e professionale, da quando la chitarra era un sogno e Giulio era una promessa del calcio giovanile italiano, conteso da Brescia e Cremonese e con un futuro che sembrava già scritto…

 

Questo libro parla di musica, ma il messaggio che contie­ne riguarda libertà, coraggio e cambiamento. Oggi domina la paura di perdere ciò che si ha e tanti impiegano il loro tempo nella rincorsa di un possesso che non sarà mai definitivo né reale. Fortunatamente non sono poche le persone che tentano di staccarsi da questo modo di pensare e di vivere. Qualcuno ne scrive. Qualcuno ne fa addirittura il titolo di un libro. Per aiutarci tutti a pensare diversamente.
(Andrea Materzanini, psichiatra e psicoterapeuta)

Leggere questo libro assomiglierà a compiere un viaggio in auto o in aereo con l’artista sempre disposto a parlare con voi, e con lo sguardo rivolto al prossimo concerto. Sorvegliando l’orizzonte, vi darà tutto quello che ha, meno che la sua voglia di restare: quella, proprio gli manca.
(Angelo Gilardino, chitarrista, musicologo e compositore)

Il suo controllo tecnico, l’eccezionale potenza sonora, l’infinita gamma di sfu­mature timbriche e agogiche che riesce a estrarre dalla chitarra lo rendono oggi uno dei maggiori virtuosi sulla scena interna­zionale. E un esempio prezioso per le nuove generazioni. Ma questo talento, coltivato duramente da una totale abnegazione sin dalla più giovane età, è arricchito da una profonda, auten­tica e incontenibile umanità. Se l’immagine del grande solista appare spesso come quella di un mostro sacro che dispensa la sua arte dal pulpito più alto, isolato nella sua splendida tor­re eburnea senza mai confondersi con gli altri, è totalmente smentita dall’irrefrenabile approccio alla musica e al pubbli­co che hanno reso i concerti di Tampalini un fatto unico e irripetibile.
(Filippo Michelangeli, direttore di Suonare news)

Musica è vibrazione, vibrazione è ciò che dà forma all’universo. Se le vibrazioni sono armoniche lo sarà anche l’universo e quindi anche il nostro mondo. La vera arte è fare sorgere la musica dal cuore con amore, perché questo contribuisce nel far crescere l’amore e la pace nella mente degli esseri. Questo sicuramente porta l’arte della musica a un livello superiore. Ringrazio Giulio Tampalini per il suo contributo in questo percorso.
(Lama buddista KonchogOser – Gianluigi Turolla)

Questo libro possiede il ritmo del rock fin dalle prime righe. Non c’è azione descritta che non contenga un desiderio di miglioramento, non c’è pensiero del protagonista che non costituisca una battaglia contro una realtà che attanaglia con i suoi limiti, alla ricerca di una dimensione alternativa, in grado di portare speranza, luce, cambiamento.
(Omar Pedrini, chitarrista, cantautore)

 

 

virgolette aperte Il mio maestro in Conservatorio era una persona gentile e pacata, se ne stava tutto il tempo nella sua aula e in qualsiasi momento tu entrassi lo trovavi intento a suonare. Sapessi quante volte mi è capitato di provare i miei brani mentre lui continuava a suonare i suoi. La sua scuola di pensiero si può riassumere in alcune delle frasi che mi ripeteva spesso; la prima è senza dubbio: ‘Un uomo puoi giudicarlo dalle scarpe’. Il maestro era un bell’uomo di mezz’età, con i capelli brizzolati e le scarpe laccate, sempre in perfetto ordine. Te lo giuro, non l’ho mai visto con le scarpe sporche o non lucidate a specchio. Puoi immaginare cosa pensasse di me, che normalmente indossavo delle sportivissime Nike da basket!”. (Giulio Tampalini)”

 

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